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Legge di Bilancio 2017 - Regime di cassa per imprese in contabilità semplificata

circolare n. 06 del 29/12/2016 - La legge di bilancio 2017 prevede che, a partire dal 1 gennaio 2017, il regime naturale per le imprese in contabilità semplificata sarà il “regime di cassa”. Questo vuol dire che in assenza di una specifica opzione volontaria, il regime naturale per le imprese semplificate che attualmente, sia pure con modalità semplificate, determinano il reddito in base al principio di competenza a partire dal 2017 sarà il regime di cassa, ossia i ricavi verranno tassati, indipendentemente dalla data di emissione della fattura, così come le spese saranno deducibili solo dopo che sono state pagate (ad esempio fattura emessa o ricevuta il 15 dicembre, ma incassata a gennaio, verrà considerata nell’esercizio successivo).

La differenza fra gli incassi e i pagamenti determinerà il reddito dell’esercizio a cui si dovranno aggiungere le plusvalenze e le sopravvenienze attive e togliere le minusvalenze, le sopravvenienze passive, gli ammortamenti e, solo per il primo anno, le rimanenze finali 2016.

A titolo di esempio, ipotizziamo di avere emesso fatture e corrispettivi per € 100.000, ma sono stati incassati solo € 80.000, di aver sostenuto spese per 70.000 € di cui pagate 55.000, di aver realizzato una plusvalenza per vendita macchinario di € 3.000, di avere ammortamenti per € 10.000, rimanenze iniziali per € 32.000 e rimanenze finali per € 40.000.

  Criterio competenza  Criterio cassa 
Fatturato  100.000  80.000 
Spese  -70.000  -55.000 
Rimanenze iniziali  -32.000  -32.000 
Rimanenze finali  40.000 
Ammortamenti  -10.000  -10.000 
Plusvalenza  3.000  3.000 
Reddito  31.000  -14.000 

Il primo esercizio sarà molto condizionato dalla neutralizzazione delle rimanenze iniziali (al 31.12.2016) e saranno penalizzate le aziende che hanno un ingente importo di rimanenze, che potrebbe non trovare capienza nella differenza positiva fra gli incassi e le spese, e andare così perso senza possibilità di recupero.

Non è ancora chiaro come dovranno essere gestiti i documenti e i registri, che saranno oggetto di apposita circolare esplicativa da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma sicuramente sarà vostra cura integrare i documenti emessi con la modalità e la data di effettivo incasso e quelli ricevuti con la modalità e la data di effettivo pagamento, per consentire la corretta gestione dell’imputazione temporale dei ricavi e dei costi.

Per evitare il regime di cassa (che non è negativo, in quanto consentirebbe di pagare le imposte su quanto effettivamente incassato, ma per fare questo vanno solo gestiti correttamente gli incassi e i pagamenti), si potrebbe optare per il regime ordinario, che vincola per un triennio, anche in considerazione del nuovo regime di tassazione che è stato illustrato nella nostra circolare n. 5, oppure sarà possibile adottare il criterio iva delle registrazioni.

Il regime ordinario credo sia conosciuto da tutti e rappresenta il criterio più corretto e sofisticato per la gestione della contabilità, che se correttamente tenuto consente di meglio monitorare i flussi economici e finanziari. Il contro è rappresentato dal maggior impegno richiesto per la sua gestione e dai maggiori costi amministrativi che si dovranno affrontare.

L’adozione del criterio iva delle registrazioni è sicuramente meno oneroso e in pratica la data di registrazione dei documenti viene considerata come quella in cui è intervenuto il relativo incasso o pagamento: anche in questo caso il vincolo dell’opzione è triennale.

Siamo consapevoli che questa breve circolare non può considerarsi esaustiva del problema e Vi invitiamo a fissare un incontro al più presto con lo studio per meglio chiarire gli aspetti operativi di questo nuovo regime contabile e di valutare se sia il caso o meno di esercitare l’opzione per la contabilità ordinaria.

 

A disposizioni per chiarimenti e ritorneremo sull’argomento non appena saranno disponibili le specifiche tecniche.

Cordiali saluti.

G. Turconi

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